Vitamina D

La vitamina D è un gruppo di pro-ormoni liposolubili di cinque diverse vitamine, ossia la vitamina D1, D2, D3, D4 e D5. La vitamina D viene prodotta dall’organismo dopo l'esposizione alla luce solare o è ottenuta con l’alimentazione. Non sono molte le fonti alimentari di questa vitamina, ma tra queste possiamo ricordare l’olio di fegato di merluzzo, il latte, le uova e le verdure a foglia verde. La vitamina D, nella sua forma D3 (colecalciferolo), presenta un’azione immunomodulatrice e ha un ruolo nei processi infiammatori.

Alcuni dati epidemiologici e studi prospettici hanno evidenziato come i livelli di vitamina D siano minori nei pazienti affetti da sclerosi multipla rispetto ai soggetti sani. Altri studi hanno anche rilevato una correlazione tra gravità della malattia (numero delle recidive, numero di nuove lesioni) e livello nel siero di vitamina D. Quindi un livello minore di vitamina D costituirebbe un fattore di rischio per lo sviluppo della malattia e per un decorso meno favorevole.

Dati recenti indicano, inoltre, che i livelli di vitamina D nel siero, nelle prime fasi di SM, possono avere un ruolo nella prognosi della malattia, in particolare per quanto concerne la sua attività e la sua progressione. Secondo alcuni studi, le persone con livelli elevati di vitamina D hanno un decorso favorevole, una minore attività di malattia e una progressione più lenta. Al contrario, nelle persone in cui i livelli di vitamina D sono minori, si ha una maggiore attività di malattia e una progressione più veloce.

Alcune ricerche indicano anche che un’integrazione alimentare di vitamina D può ridurre gli effetti della malattia. Alcuni studi sono attualmente in corso per verificare se l’integrazione alimentare di vitamina D, aggiunta alla terapia standard, sia vantaggiosa per i pazienti di sclerosi multipla.  Tuttavia, considerando il piccolo numero degli studi clinici e che molti di questi hanno coinvolto un numero ridotto di partecipanti, l’eventuale effetto della vitamina D sulla sclerosi multipla è tuttora controverso. Oltre a ciò, è necessario stabilire quali dovrebbero essere i livelli ottimali di vitamina D da somministrare ai pazienti o se i dosaggi debbano essere differenziati per razze o etnie diverse, o per pazienti con decorso progressivo secondario o primario.

Bibliografia

  1. Vitamin D as an Early Predictor of Multiple Sclerosis Activity and Progression. Ascherio A, Munger KL, White R, Köchert K, Simon KC, Polman CH, Freedman MS, Hartung HP, Miller DH, Montalbán X, Edan G, Barkhof F, Pleimes D, Radü EW, Sandbrink R, Kappos L, Pohl C. JAMA Neurol. 2014 Jan 20.
  2. A Systematic Review of Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled Trials Examining the Clinical Efficacy of Vitamin D in Multiple Sclerosis. Pozuelo-Moyano B., Benito-León J, Mitchell A.J., Hernández-Gallego J.
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Ultimo aggiornamento: settembre 2014

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