SM e depressione

Gli stati depressivi, di natura più o meno grave, sono comuni nei pazienti con sclerosi multipla. Fino al 50% dei soggetti SM può avere, infatti, uno o più periodi di depressione durante l’intero arco della vita, e la depressione viene diagnosticata poco dopo la diagnosi e in particolare nei soggetti di età relativamente giovane (30-40 anni). La maggiore frequenza di stati depressivi nella sclerosi multipla è associata a maggiori tassi di suicidi e ideazioni suicidarie.

La presenza della depressione, oltre a ridurre l’aderenza alla terapia da parte del paziente, ne riduce anche le performance cognitive, e alcuni studi ne evidenziano un impatto negativo anche sulla tendenza all’affaticamento. Nella sclerosi multipla si assiste a una complessa interazione tra declino cognitivo, sintomi di affaticamento e stati depressivi: l’intervento terapeutico (sia questo farmacologico o anche psicologico, o i due assieme) su uno soltanto di questi attori, potrebbe rendere possibile il miglioramento degli altri. È stato anche ipotizzato che alcune terapie (in particolare quelle a base di corticosteroidi e interferone) possano essere associate a una maggiore probabilità di stati depressivi, ma tale visione è controversa o non unanimemente accettata.

La diagnosi degli stati depressivi più gravi dovrebbe prevedere la valutazione di eventuali stati di malessere, cattivo umore e/o perdita d’interesse e nel piacere di condurre le attività quotidiane. Come già detto, una depressione moderata-grave può avere un impatto negativo sulle capacità cognitive, e quindi il suo trattamento potrebbe migliorare il declino cognitivo, e quindi la memoria e l’attenzione, contribuendo a una migliore qualità della vita del paziente. Si è visto, ad esempio, che pazienti con SM recidivante-remittente e depressione moderata-grave, sottoposti a un periodo di trattamento psicologico e medico, vedevano migliorare la loro sensazione di affaticamento nel corso della cura. Come già detto poc’anzi, tali risultati suggeriscono che il trattamento della depressione migliora l’affaticamento e che tale relazione è correlata ai cambiamenti dell’umore. Cosa ancora più interessante, è stato osservato che il trattamento della depressione era associato a una riduzione della produzione di citochine pro-infiammatorie nei pazienti con SM recidivante-remittente.

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Ultimo aggiornamento: gennaio 2015

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